Gli alunni della classe III A di Piazza Roma
L’archeologo è uno studioso che cerca reperti, testimonianze e fonti per ricostruire il passato.
Insieme alla nostra maestra, con la quale studiamo storia, abbiamo deciso di andare a fare un’uscita in una località di Subiaco, chiamata Costa Sughera. Quindi siamo partiti accompagnati dalle nostre insegnanti, il giorno diciotto gennaio: la giornata prometteva bene!
Inizialmente siamo scesi per le due rampe di scale, abbiamo attraversato velocemente la strada, mentre la maestra ci diceva:
-Su bambini, sbrigatevi!
Noi abbiamo risposto:
-Si maestra arriviamo!
Ad un certo punto abbiamo sentito una signora anziana che gridava:
-Gaia, dove vai?
Era la nonna che si trovava a passare.
Lei ha risposto:
Andiamo a sperimentare il lavoro dell’archeologo!
Appena arrivati nei pressi del benzinaio, abbiamo incontrato al mamma di Christian che ci ha detto:
-Senza che rischiate che le macchine vi investano, potete passare sulle scalette! E la maestra così ha fatto.
Dopo qualche secondo siamo arrivati nei giardini pubblici dove c’è la statua di Padre Pio e lì abbiamo sentito il rumore della centrale elettrica, che trasforma l’acqua in elettricità.
Successivamente abbiamo oltrepassato la strada e siamo saliti su un sentiero, lasciando alla nostra sinistra la casa di una delle maestre.
Poi lei ci ha detto:
-Guardate la cicoria selvatica!
-Che cos’è?- abbiamo risposto tutti in coro.
Lei ha replicato:
-E’ una verdura che cresce spontaneamente e che le persone anticamente ,siccome erano povere,
mangiavano come verdura, per sopravvivere.
Dopo qualche secondo siamo saliti su un sentiero che si arrampicava serpeggiando:era pieno di sassi e curve, ma soprattutto era stretto e noi ci davamo la mano, per paura di cadere nel pendio della montagna.
Ad un certo punto la salita era meno ripida e c’era un po’ di spazio, dove si poteva riposare, ma soprattutto dove c’erano molti sassi.
Io ero seduto sull’erba a sentire il soffio leggero del vento, che faceva muovere le foglie, lo scrosciare della cascata, che scorreva con fretta nel giardino della maestra.
- Possiamo -dicevo –costruire un rifugio di legno, dove studiare i fossili?
Allora…abbiamo ripreso il sentiero e ad un certo punto la salita era più ripida e c’erano più foglie:quindi ho cercato qualcosa che mi aiutasse a percorrere il sentiero.
Ad un certo punto ho visto una fila di paletti di ferro, sicuramente vecchie di tanto, e mi sono sostenuto ad essi per sicurezza…
A poca distanza c’era una piazzetta e lì si vedevano sassi ovunque.
-Maestra –ho detto allegramente e sgambettando- ho trovato un fossile!
La maestra ha risposto:
-Vallo a mettere dentro la busta.
Anche i miei compagni gridavano qua e là entusiasti di aver trovato altri fossili ed il vociare si faceva intenso e continuo.
Ad un certo punto Kevin ha detto:
-Maestra ho trovato un fossile bellissimo!
Lei ha risposto:
-Si, è vero! Perché non lo regaliamo al nostro direttore?
-Che bella idea!-abbiamo risposto in coro.
In seguito siamo arrivati su un terrazzo fatto di sassi e lì il rombo delle macchine ed il vocio delle persone diventavano sempre più lontani, ma si sentiva benissimo lo scroscio dell’acqua della cascata.
Quasi alla fine l’altra nostra insegnante ha detto:
-E’ quasi mezzogiorno, vogliamo riscendere?
-Sì-ha risposto l’altra.
Così siamo tornati a scuola stanchi, ma felici di aver trascorso una mattinata a svolgere il lavoro dell’archeologo.
IL nostro testo di storia porta un’attività laboratoriale molto interessante: riprodurre in classe i fossili.
Occorrente:
5 bicchieri di gesso in polvere;
2 bicchieri d’acqua;
un contenitore;
un cucchiaio;
conchiglie;
fogli di plastica.
Preparazione
Dentro un contenitore mettere il gesso e l’acqua, mescolando accuratamente con il cucchiaio, fino ad ottenere un composto abbastanza denso.
Sistemare le conchiglie, precedentemente bagnate, su dei fogli di plastica e versare un po’ di composto, fino a ricoprirle.
Aspettare che asciughi, capovolgere le conchiglie e staccare il gesso indurito.
Nella parte interna del gesso resteranno impresse le impronte delle conchiglie.
A questo punto con una conversazione guidata, l’insegnante potrà spiegare ai bambini che lo stesso procedimento è avvenuto in natura, nei secoli.